Istruzioni di schedatura

1) Descrizione bibliografica delle edizioni antiche

La descrizione si riferisce a “un” esemplare e non presuppone la ricostruzione di quello “ideale”. Una verifica dei principali cataloghi e strumenti (a partire da EDIT16) consentirà però di riconoscere eventuali peculiarità o del singolo esemplare o di una emissione più largamente testimoniata a cui quello in esame sia riconducibile. Quando l’esemplare differisce in modo significativo dalla maggior parte di quelli conosciuti sarebbe bene utilizzarne per la descrizione uno diverso, e dar poi conto separatamente delle peculiarità del primo.

La descrizione bibliografica di Lyra segue le norme ISBD(A) (International Standard Bibliographic Description for Older Monographic Publications (Antiquarian)), stabilite dall’IFLA, con alcune modifiche: quelle apportate a partire dal 1995 nella Guida alla catalogazione in SBN. Libro antico e recepite dal Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo EDIT16 (vedi <http://edit16.iccu.sbn.it/>), più alcune sue esclusive di carattere principalmente integrativo.

Particolarità della descrizione
Lyra adotta la divisione in aree di ISBD(A), che prevede: Titolo, Pubblicazione e Descrizione fisica, corrispondenti ai campi disponibili nella nostra base di dati. Non si distingue un’area dell’edizione, e le notizie relative eventualmente presenti in frontespizio vengono annesse al Titolo. Si veda un esempio qui sotto nelle istruzioni relative al titolo.

Le modifiche che Lyra apporta alla descrizione – rassegnandosi a una non perfetta coincidenza con gli standard in uso in ambiti strettamente bibliografici – hanno carattere integrativo, ai fini di una più precisa informazione sulla struttura dei libri e sul loro contenuto:
a) come già in EDIT16, 1) la punteggiatura convenzionale (vedi qui sotto) non è utilizzata nell’area del titolo, e 2) nell’area della pubblicazione «la scansione in semiaree non individua distinte funzioni di editore e tipografo, ma rappresenta l’effettiva dislocazione delle informazioni sulla pubblicazione: la prima semiarea contiene gli elementi desunti dal frontespizio, la seconda quelli desunti dal colophon»;
b) nella Descrizione fisica dell’esemplare vengono incluse nel computo le eventuali pagine o carte finali bianche, individuate e verificate in base alla struttura fascicolare; si descrive inoltre la struttura fascicolare;
c) per le opere pubblicate in più tomi/volumi si fornisce una descrizione bibliografica dei singoli tomi/volumi del tutto analoga a quella delle opere in un solo tomo/volume;
d) nelle Note, in generale adibite a rilevare particolarità della fascicolazione e del contenuto, sono segnalati gli errori di numerazione delle pagine, così che le tavole possano poi far riferimento alla corretta successione numerica.

In deroga alle norme di descrizione adottate, si fornisce inoltre una fedele trascrizione di tutti i dati presenti sul frontespizio (nel campo Frontespizio). È in tal modo possibile una restituzione globale delle informazioni, inclusi gli elementi accessori che le regole ISBD(A) escludono dalla descrizione bibliografica: iniziali o forme estese delle cariche, invocazioni, motti, dediche, imprimatur, ecc.

Nell’ordine saranno perciò registrati i seguenti dati:

a. Sigla
– Per le raccolte con testi di più autori:

VE1552-RD 5/2
VE1564-RS 2/2
VE1554-Tempio_GiovannaAragona
VE1554-Bresciani /2

sigla città + anno di stampa + trattino + sigla della eventuale serie o parola del titolo + n° del libro o volume dichiarato in frontespizio + barra obliqua + n° dell’edizione o emissione [quando nel tempo ne siano state realizzate diverse dello stesso titolo]

– Per i volumi monografici:

VE1538-Beaziano

sigla città + anno di stampa + cognome o nome dell’autore

b. Frontespizio
Si trascrive fedelmente l’intero frontespizio, seguendo il decorso dal titolo sino alle indicazioni d’edizione.

De le cose volgari et latine del Beatiano. Ne quis in toto Venetorum Dominio opus hoc, nisi de consensu auctoris imprimat; vel alibi impressum vendat, severissime S. C. cautum est.

c. Titolo
Trascritto secondo le norme della Guida alla catalogazione in SBN. Libro antico recepite dal Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo EDIT16.

De le cose volgari et latine del Beatiano.

Come già detto, non si distingue un’area dell’edizione, e le notizie relative eventualmente presenti in frontespizio vengono annesse al Titolo.

VE1549-RD 1/3
Rime diuerse di molti eccellentiss. auttori nuouamente raccolte. Libro primo con nuoua additione ristampato.

d. Pubblicazione
Si seguono le stesse norme. Quando le indicazioni non sono presenti in frontespizio le si prende dal colophon, i cui dati sono sempre riportati tra parentesi tonde (anche quando accompagnano quelli del frontespizio per integrarli: le informazioni presenti nel colophon non sono riportate se coincidono esattamente con quelle presenti in frontespizio); se ricavate da fonti esterne al libro tra quadre. Le informazioni relative al luogo sono seguite da « : », quelle alla responsabilità da «, » e quelle alla data da punto fermo.

(Impressum Venetijs : per Bartholomaeum de Zanettis de Brixia, anno a nativitate domini 1538 die decima Octob.).

[Milano : Valerio Meda e fratelli], [non prima del 1550].

I luoghi di stampa/edizione e i nomi dei tipografi/editori sono indicizzati, e i dati sono selezionati da una lista apposita. Nel caso il luogo o il nome non compaiano nella lista

e. Anno di pubblicazione (per ordinamento)

1538

f. Descrizione fisica (formula collazionale)
1) Si fornisce la consistenza: se il volume è numerato per pagine, la si esprime in pagine; se per carte, in carte; la consistenza di insiemi, anche parziali, di pagine o carte non numerate si distingue per il fatto che il numero è racchiuso tra parentesi quadre. Quando la numerazione originale di cc./pp. è errata, non si indicano tra quadre le rettifiche alla consistenza quale risulta dalla numerazione presente sul volume, ma se ne fornisce la consistenza effettiva. La descrizione del contenuto darà infatti conto puntualmente di tutti gli errori di numerazione.
Nel computo sono incluse anche le eventuali pagine o carte finali bianche, individuate e verificate in base alla struttura fascicolare. Le consistenze in pagine perciò, contrariamente a quanto avviene in EDIT16, sono sempre indicate da un numero pari; quelle in carte anche, a meno che un fascicolo non abbia subito modifiche particolari.
2) Si indica poi il formato tipografico (sempre stabilito sulla base della struttura fascicolare, della piegatura del foglio e della posizione della filigrana, non della misura in cm).
3) Si riporta inoltre la struttura fascicolare indicando la successione delle segnature (normalmente alfabetiche) dei fascicoli tipografici che costituiscono il volume, e dei fascicoli si indica la consistenza. Fascicoli iniziali non segnati sono indicati con la lettera π, fascicoli interni non segnati con la lettera χ.

[100] c. ; 8° – A-F8, G4, H-N8
[8], 64, [28] c. ; 8°
308 p. ; 12°

NB. I dati relativi a Titolo, Pubblicazione e Descrizione fisica punti 1. e 2. si possono ricavare da EDIT16, avendo sempre cura di verificarli e correggerli o integrarli come indicato in queste istruzioni.

g. Numerazione
Si indica il tipo di numerazione: per pagine, o per carte, o con rinvio ai fascicoli. Nel descrivere il contenuto del libro e la posizione delle poesie schedate ci si servirà della numerazione qui indicata.

h. Collocazione dell’esemplare utilizzato
Città e biblioteca; e in campo separato segnatura.

i. Codici
CNCE
Si riporta il codice di EDIT16, http://edit16.iccu.sbn.it/web_iccu/imain.htm.
ISTC
Si riporta il codice di ISTC, http://istc.bl.uk/search/index.html.
SBN
In mancanza dei primi due si riporta il codice SBN, http://www.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/avanzata.jsp.

Se il volume non è censito in alcuno di questi repertori, si fornisce un rinvio bibliografico a una fonte pertinente.

l. Note
Si descrivono qui particolarità tipografiche (di tiratura o di emissione) dell’esemplare utilizzato rispetto ad altri conosciuti e descritti.
Possono essere aggiunti qui collegamenti a risorse specifiche riguardanti il libro schedato.

2) Descrizione generale del contenuto del libro

Si dà conto, distinguendole, di tutte le sezioni riconoscibili di cui si compone il libro, così che risulti sinteticamente descritto il contenuto di ogni sua parte e di ogni sua pagina. Si ha pertanto cura di segnalare anche tutte le pagine e le mezze pagine bianche, con particolare attenzione alle carte conclusive del volume, in molti esemplari cadute.

Sulla prima pagina figura di norma il frontespizio, che in tal caso non viene indicato nella descrizione del contenuto. Quando la prima pagina sia bianca o contenga altro, la descrizione riguarderà l’intero libro, frontespizio compreso.

a. Pag Inc | Pag Exp
Quando la descrizione è relativa al contenuto di una sola pagina si riempirà solo la casella Pag Inc [pagina in cui inizia la sezione]. Negli altri casi si indicherà la pagina in cui inizia e quella in cui finisce la sezione.

b. Intestazione
Quando la sezione ha un titolo o una didascalia espliciti che ne individuano il contenuto, li si trascrive qui. Nei casi in cui non compare un titolo, una sintetica indicazione con iniziale minuscola è riportata tra parentesi quadre: « [rime] ».

c. Incipit | Explicit
Si trascrive l’avvio e la conclusione del testo contenuto nella sezione (non per la sezione principale contenente le rime descritte in dettaglio).

3) Schedatura dettagliata delle poesie

Preliminarmente si richiama l’attenzione sul fatto che Lyra prevede una schedatura distinta delle poesie censite (una scheda per ogni poesia, alla quale possono corrispondere n occorrenze) e delle loro occorrenze (più occorrenze di una stessa poesia sono registrate separatamente ma tutte rinviano alla scheda della stessa poesia).

A) Quando ci si trovi a schedare l’occorrenza di una poesia non ancora presente in Lyra, si procederà innanzitutto a registrare la poesia in una nuova scheda.

Tale registrazione della poesia potrà avvenire contestualmente alla registrazione della sua occorrenza.

B) Quando invece le poesie siano già presenti in Lyra, o dopo aver creato le schede prima assenti, si registrano le occorrenze.

A) Registrazione di una poesia non ancora presente.

Poesia

a. Autore / i
Si inserisce qui il nome dell’autore individuato come l’autore effettivo del testo sulla base di una fonte affidabile (mentre le varie occorrenze potrebbero anche attribuirlo ad altri). Si ricava il nome da una lista disponibile; se l’autore non vi compare

Per numerosi autori minori possono non essere disponibili fonti alternative a quella dei libri antichi che si intende descrivere, e la scheda di identificazione della poesia si fonderà in tal caso sull’occorrenza individuata come maggiormente affidabile.

b. Incipit uniforme
Si registra l’incipit normalizzandone la grafia e in parte anche la lingua. La normalizzazione si applica anche alle edizioni moderne. Per i criteri di normalizzazione

Se gli incipit di due poesie diverse sono omografi…

c. Metro
Si riporta qui la forma metrica del testo ricavandola da una lista disponibile. Se la forma metrica non è presente, se ne propone l’aggiunta alla redazione di Lyra.

d. Numero delle stanze
Si indica qui il numero delle stanze dei testi pluristrofici, di quelli in ottave e in terzine.

e. Numero dei versi
Si indica la consistenza in versi o in distici dei testi in versi sciolti o in distici, o dei testi latini in metri monostici (esametri, endecasillabi faleci) o distici.

f. Ripresa
Si indica qui lo schema della ripresa delle ballate. Si utilizzano le ultime lettere dell’alfabeto, badando però a che l’ultimo verso della ripresa sia in rima /z/ (non XYYX ma ZYYZ, etc.)

g. Schema metrico
Si indica qui lo schema metrico del corpo del testo (stanza di canzone o di canzonetta, strofa di ballata, sonetto, ottava, madrigale, etc.). Si utilizzano le maiuscole per gli endecasillabi e le minuscole per i settenari; per altre misure e rime interne si veda i. Note metriche.

h. Congedo
Nell’indicare lo schema rimico del congedo delle canzoni si riporta ogni volta che è possibile la formula della porzione corrispondente della sirma, utilizzando le stesse lettere. Negli altri casi ci si rivolge alla redazione di Lyra.

i. Note metriche
Si dà conto qui di tutte le particolarità metriche del testo che richiedono una descrizione parlata. Vi si registrano anche le parole-rima delle sestine.
Quando il testo presenti versi con misure diverse da endecasillabo e settenario: se la misura è unica (ad es. ottonaria), si registrerà lo schema con lettere minuscole e si specificherà qui la misura; se le misure sono miste, si ripeterà qui lo schema metrico già indicato sotto g, nel quale la lettera minuscola relativa a ciascun verso di misura diversa dal settenario sarà però accompagnata dalla cifra che ne indica la misura (a5, b8, c9).
Nel caso di testi con rime interne: sotto g viene registrato lo schema sulla base delle rime a fine verso, mentre qui si riporta lo schema completo di tutte rime interne, indicate come di consueto servendosi di parentesi tonde. Delle rime interne si indica sempre la giacitura sillabica tramite una cifra araba.

l. Fonte per l’identificazione
Si seleziona da una lista di abbreviazioni bibliografiche la fonte eventualmente utilizzata a supporto dell’attribuzione. Quando l’abbreviazione non sia presente

B) Registrazione di occorrenze (di poesie già presenti in Lyra).

I dati qui di seguito elencati vanno registrati per tutte le poesie che occorrono all’interno del libro che si intende schedare. La registrazione di alcuni dati riferiti alle diverse poesie che si succedono nel libro potrà avvenire in modo seriale.

Occorrenze

a. Sezione
Si attribuisce il testo a una delle sezioni che sono state in precedenza create.

b. Numerazione assoluta e relativa
La numerazione viene assegnata in automatico dal sistema. Nel caso si proceda a una prima registrazione al di fuori della base di dati, si numerano in successione tutti i testi presenti nel volume. Oltre alla numerazione assoluta di tutti i testi presenti nel libro, il sistema attribuisce una seconda numerazione relativa ai testi di uno stesso autore presenti in un’antologia, anche quando all’interno del libro figurino in posizioni non contigue (ad esempio se un’autore titolare di una sua sezione figura anche in un’altra in quanto corrispondente).

c. Posizione
Per ogni testo si registra la posizione (pagina/carta/fascicolo) in cui inizia (Pagina Inc), e se diversa dalla prima quella in cui termina (Pagina Exp), seguendo la numerazione che compare sul libro. I riferimenti alle carte dei fascicoli vengono forniti come se la numerazione fosse presente anche sulle carte delle loro seconda metà (A5r, A7v), dove normalmente non compare; il numero progressivo delle carte del fascicolo è sempre dato con cifra araba. Quando la numerazione di carte/pagine che compare nel libro è errata, la numerazione corretta viene registrata in altri due campi analoghi (CorrPagina Inc e CorrPagina Exp).

d. Incipit diplomatico
L’incipit viene trascritto qui rispettandone tutte la particolarità grafico-linguistiche (si distinguono però le u dalle v).

e. Rubrica
Le eventuali rubriche vengono trascritte.

f. Autore dichiarato
Si seleziona da una lista il nome dell’autore. Autori non ancora presenti possono essere inseriti mediante l’apposita maschera. Se l’attribuzione è falsa, si seleziona l’opzione. Per la procedura di attribuzione e per i testi anonimi

g. Identificazione poesia
L’identificatore della poesia è l’incipit normalizzato che compare in una scheda inclusa in Poesie: la scheda viene selezionata da una lista o può essere creata al momento.

* * * * *

Bibliografia e fonti

Istruzioni in preparazione.

Normalizzazione dell’incipit

Gli incipit che compaiono nelle schede di identificazione delle poesie sono normalizzati ai fini di un più attendibile ordinamento dei testi e di un’efficace ricerca tramite una o più parole comprese nel primo verso. La normalizzazione viene realizzata di norma sulla base della lezione della prima occorrenza della poesia nelle raccolte antiche, e di conseguenza in alcuni casi può non corrispondere in tutto alla lezione presente in altre edizioni. In Lyra saranno progressivamente schedate edizioni monografiche antiche e moderne, che in parte potranno costituire la nuova fonte per gli incipit normalizzati.

Data la registrazione separata di schede identificative delle poesie e occorrenze delle stesse nei diversi libri, l’incipit presente in una fonte antica non viene formalizzato o rinnovato sulla base di studi o edizioni critiche moderne, se non a conferma e correzione di un errore di stampa, e non si attribuisce all’Incipit uniforme una valenza critica o compendiosa di successive fasi elaborative.

La versione normalizzata dell’incipit viene stabilita sulla base dei criteri di trasformazione qui sotto elencati, ponendosi come unico limite il mantenimento della misura sillabica del verso in termini di puro computo ‘teorico’, operando sinalefe laddove si sono eliminate elisioni:

  • – distinzione di v da u ;
  • – modernizzazione della grafia y in i, di -j in -i e di -ij in -ii ;
  • – eliminazione di h etimologica e pseudoetimologica (tranne che nei casi in cui ha valore diacritico, nei quali se manca viene aggiunta), anche nei nomi propri di stampo classico;
  • – riduzione delle grafie ph + vocale a f, di th a t (-mph- a -nf-, etc.);
  • – regolazione delle nasali preconsonantiche secondo l’uso moderno;
  • – riduzione di -ti- (-tti-) e -ci- + vocale a -zi- + vocale (e di -cti- + voc. a -zi- + voc.);
  • – resa delle grafie -bs- con s semplice o -ss-;
  • – resa di x latineggiante con s o ss ;
  • – eliminazione di i dopo c, g e sc e davanti a vocali palatali (tranne in sede di rima);
  • – riduzione di et e & a e davanti a consonante, regolazione di et davanti a vocale secondo le esigenze prosodiche e generale passaggio di et a ed ;
  • – modernizzazione delle interiezioni con l’introduzione di h e dell’accentazione; es. oh per o (ò), ahi per ai, deh per de, ohimè per oime (oihme), ecc.;
  • – introduzione dei segni diacritici e della punteggiatura moderni;
  • – mantenimento delle parentesi dell’originale;
  • – valutazione critica e contestuale delle maiuscole presenti nell’originale: le forme come Signore, Amore, Fortuna, Natura, ecc., sono mantenute se riferite a divinità o enti (nota bene: dio pagano, ma Dio cristiano);
  • – ripristino delle vocali elise o cadute per aferesi laddove ciò sia possibile senza alterare il computo sillabico: si vedano, a titolo d’esempio, le forme c’, ch’, co’, d’ (per di o da); de’, l’ (per la, le, ecc.), ’l, m’, mentr’, n’, ne’, ond’, ov’, perch’, que’, quell’ (per quella, quelle, ecc.), s’ (per se, si), v’ (senza eccezioni, nemmeno per di onde e di intorno), nonché le parole tipo be’ per bei, ciel per cielo, cor per core, fulgid’ per fulgide, ’ncresce per incresce, pensier per pensiero, sol per sole o solo, veggi’ per veggio, ecc.;
  • – nelle preposizioni articolate accorpamento delle forme analitiche a / de / ne + lo / la / gli / i / le / l’ in allo, nello, dello, alla, nella, della, agli, negli, degli, ai, nei, dei, alle, nelle, delle, ecc., e di su ’l / su l’, su la in sul, sullo, sulla, ecc.; fanno eccezione con lo, con la, fra / tra i, fra / tra le, ecc., che restano separati o vengono così risolti a partire dalle forme collo, colla ecc.;
  • – separazione/unione delle parole secondo l’uso moderno; gli avverbi del tipo già mai, là su, ogni or, or / ora mai, tal or, ecc., vengono risolti in giammai, ognor, lassù, ormai / oramai, talor; ogn’un, altr’ier e simili passano a ognun, altrier;
  • – adeguamento alla forma più vicina a quella corrente (di solito già prevalente) per forme concorrenti del tipo fust- fost-, simplic- semplic- .

Si conservano come sono le forme alternative dittongate / monottongate, geminate / scempie (a eccezione dei raddoppiamenti per ipercorrettismo, che vengono ridotti), o del tipo imperador / imperator, imperio / impero, lagrime / lacrime, ecc.

Attribuzioni

L’attribuzione delle rime fornita dalle stampe viene verificata quando possibile su fonti moderne criticamente affidabili, senza peraltro impegnarsi in una sistematica ricerca della paternità di tutti i testi. In primo luogo si considerano le proposte di attribuzione ad autori celebri che possono trovare immediato riscontro in edizioni critiche moderne e in altri contributi, quali saggi in rivista, tesi di laurea o di dottorato; in mancanza di questi strumenti la verifica è condotta su stampe antiche e prime edizioni. Quando non siano disponibili (o non siano state ancora consultate) edizioni critiche o altri contributi recenti, la rima si considera attribuibile (con procedimento forzatamente acritico) all’autore indicato nella rubrica, nella eventuale errata corrige, nella tavola delle rime compresa nella stampa o sulla base di attribuzioni divergenti fornite da ristampe o nuove edizioni. Nel caso frequente di una rima inizialmente data a un Autore incerto, ma che successivamente trova una paternità in un altro libro schedato, si presume l’attendibilità dell’indicazione seriore, considerando una proposta di attribuzione più utile di un generico anonimato. Considerato lo scopo dello strumento, rispetto alla ricerca di riscontri si preferisce privilegiare l’accesso immediato ai dati raccolti, opportunamente regolati.

Nelle edizioni monografiche antiche e moderne si presume l’attendibilità dell’attribuzione all’autore del volume. Si potranno naturalmente correggere i casi conclamati di attribuzione errata.

Attribuzione di testi anonimi

I testi anonimi vengono attribuiti ad Autore incerto. Nell’elenco degli Autori, sotto Autore incerto si troveranno tutti gli incipit senza attribuzione esplicita nel libro schedato, suddivisi per libro.

Nomi

Se un nome non compare nella lista lo si può inserire utilizzando la maschera apposita (disponibile nei luoghi dove può servire), che è autoesplicativa.
Per la normalizzazione dei nomi degli autori si ricorre, se possibile, alle forme onomastiche attestate in una serie di repertori biografici e bibliografici, utilizzati secondo un ordine di preferenza. Per gli autori: DBI; Enciclopedia italiana; IBN; Ferrari, Onomasticon (e i repertori lì indicizzati); Indice biografico italiano; Mazzuchelli. Per i tipografi/editori: EDIT16.
Per i rimatori minori altrove non attestati il nome viene regolato, preferendo la forma reperita nelle stampe antiche in esame affiancata, eventualmente, dallo pseudonimo. In vista di una ricerca agevole e completa vengono registrati anche gli eventuali nomi umanistici e le varianti morfologiche, fonetiche e grafiche del nome, purché direttamente attestati nelle raccolte. In questa prima fase nelle schede non sono raccolte informazioni particolareggiate sulla vita e le opere degli autori, ma unicamente gli estremi cronologici rinvenuti nei repertori, nelle schede biobibliografiche o nelle edizioni già utilizzate per la verifica dell’autenticità dei componimenti.